Covid, i pazienti affetti da anemia falciforme più a rischio

La campagna vaccinale deve coinvolgere quante più persone possibili. Più ci si vaccina, meno chance si offrono al virus di replicarsi e mutare. Come ha sottolineato il professor Andrea Crisanti, microbiologo e accademico, è necessario che il vaccino raggiunga tutti, perché i Paesi che restano esposti diventano praticamente incubatori di varianti di Sars-CoV-2.

In questo momento spaventa molto la variante Delta, l’Asia è già stata investita dalla quarta ondata, così come l’Australia. Anche in alcuni Paesi europei (Italia compresa), gli indici di contagio stanno crescendo nuovamente. E la Delta non è la sola variante che preoccupa. Altre ne arriveranno, se non si sarà provveduto tempestivamente a distribuire in maniera equa le dosi di vaccino in tutto il mondo.

Questa urgenza riguarda ancora di più le persone fragili. La Società Americana di Ematologia ha condotto una ricerca, pubblicata su Blood Advances, sui legami tra Covid e anemia falciforme, una malattia del sangue ereditaria, a causa della quale il flusso ematico rallenta o si blocca.

Ebbene, gli studi effettuati hanno rilevato una correlazione tra questa patologia e lo sviluppo delle forme più gravi della Covid-19. Ecco perché è necessario, per chi è affetto da anemia falciforme, ricevere la protezione del vaccino anti-Covid.

L’indagine attinge dati da SECURE-SCD, un registro internazionale che raccoglie informazioni sulle infezioni da Covid in soggetti affetti da anemia falciforme. Sono stati presi in considerazione 750 casi, la metà dei pazienti analizzati avevano un’età inferiore ai 18 anni, l’altra metà un’età media di 31 anni. Persone quindi molto giovani. I risultati hanno evidenziato che le probabilità di sviluppare le complicanze della malattia da Sars-Cov-2, per i bambini con anemia falciforme (che avevano avuto episodi di dolore richiedenti almeno due periodi di cura), crescevano di 3 volte.

Idem, con indici differenti, per chi aveva già subito ospedalizzazioni, in seguito all’anemia. Questo studio ci dice che tutti gli individui con anemia falciforme non presentano gli stessi livelli di rischio, sottolinea l’autrice Lana Mucolo. I pazienti con una storia di dolore, così come i soggetti con condizioni organiche coesistenti devono prestare maggiore attenzione per evitare l’infezione da Covid. Bisogna raccomandare la vaccinazione, in particolare alle persone con comorbilità.

Intanto procede il lavoro dell’AIL di Taranto al fianco dei pazienti ematologici. Attraverso l’assistenza a domicilio l’associazione si prende cura di centinaia di persone. Riceve assistenza non solo chi è affetto da una malattia del sangue, ma anche i suoi familiari. Sostenere l’AIL significa aiutare chi affronta un momento complicato, reso ancora più complesso dalla circolazione del coronavirus. Sosteniamo l’associazione, faremo del bene agli altri e a noi stessi.