Il 70% delle leucemie si può guarire. Lavoriamo insieme sul restante 30%

In Italia l’ematologia ha fatto passi da gigante, offrendo un contributo di rilievo agli studi internazionali e molte più chance di guarigione ai pazienti. A dichiararlo è Pino Toro, presidente nazionale Ail. A colloquio con i giornalisti dell’agenzia di stampa Italpress, Toro ha espresso soddisfazione per l’impegno profuso dai ricercatori, per il sostegno offerto all’Associazione da parte dei cittadini, quindi alla ricerca, e per i traguardi raggiunti negli anni.

I numeri testimoniano quanto importante sia la missione di associazioni come l’Ail nell’assistenza ai pazienti ematologici e alle loro famiglie e nel sostegno costante alla ricerca scientifica. Grazie a un’attività multiforme (non dimentichiamo le campagne di informazione, le residenze Ail, i numeri verdi per il contatto con i pazienti a distanza) e capillare, perché estesa a tutto il territorio nazionale, l’Ail riesce ad affiancare sia i medici, sia i pazienti, negli ospedali e a domicilio.

Oggi il 70% delle persone affette da una malattia leucemica guarisce, in molti casi senza ricadute nei mesi e negli anni successivi alla remissione. In altri casi, i pazienti convivono con la patologia, aiutati dalle terapie, conservando una buona qualità della vita.

Si deve continuare a lavorare sodo, però. Per quel 30% di pazienti che attende ancora delle risposte dalla ricerca e dalla pratica clinica. Una percentuale non trascurabile che deve servire da stimolo, per tutti noi che sosteniamo l’Ail e per chi ancora non conosce l’impegno dei suoi volontari.

È importante che la ricerca lavori su quel 30% di persone per le quali le cure attuali non sono sufficientemente efficaci. L’ultima parola non deve essere lasciata alla malattia. Si può e si deve fare ancora molto per quel 30% di pazienti ematologici. Per quelle leucemie, linfomi e mielomi che non sono trattabili con le cure attualmente disponibili (quelle di nuovissima generazione sono eccellenti ma ancora non adatte a tutti).

La ricerca si può sostenere in tanti modi diversi. Siamo in un momento dell’anno propizio per le raccolte fondi (anche se ogni momento lo è). Siamo vicini alla Pasqua, l’Ail scende nuovamente nelle piazze italiane con le tradizionali uova di cioccolato. Un contributo di dodici euro per un uovo che vale molto più del denaro impiegato per averlo. Un uovo Ail racchiude in sé la speranza di molte famiglie, un uovo di cioccolato Ail significa per i pazienti la possibilità di nuove scoperte scientifiche nell’immediato futuro (anche domani) e quindi la possibilità di guarire e tornare a realizzare i propri progetti, i propri sogni.

Ogni uovo Ail aiuta a far scendere quella percentuale, quel 30% di pazienti che purtroppo non trova ancora la via della guarigione. Inoltre, ogni uovo Ail contribuisce a garantire alle persone in cura di poter essere seguite dai volontari Ail (a Taranto l’equipe multidisciplinare assiste centinaia di pazienti) direttamente a casa. L’assistenza a domicilio è un complemento, in molti casi essenziale, dell’assistenza offerta dai medici nei centri di cura. È il modo per garantire a chi combatte contro una malattia del sangue la possibilità di farlo in casa propria, circondato dall’affetto della famiglia e nel comfort di ambienti familiari.

Sosteniamo l’AIL, sosterremo la possibilità di guarigione per tutti i pazienti ematologici, nessuno escluso. Scopri come assicurarti un uovo di cioccolato telefonando al 328 642 3590. L’indirizzo della sede Ail locale è il seguente: via Palmiro Togliatti, 23 – 74123 Taranto (Paolo VI).

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