Leucemie, grazie all’immunoterapia si guarisce

La ricerca scientifica sulle patologie onco-ematologiche ha raggiunto, negli ultimi anni, traguardi importantissimi. Nuove terapie che hanno dato risultati eccezionali: oggi il 70% delle persone colpite da un tumore (compresi quelli del sangue) sopravvive a 10 anni dalla diagnosi e, in molti casi, guarisce in maniera definitiva.

Ciò si deve soprattutto alle Car-T. L’Ail ha organizzato, con il sostegno di Celgene, Gilead, Janssen e Novartis, una campagna itinerante e on line su questo genere di terapie.

Car-T destinazione futuro” (https://www.ail.it/patologie-e-terapie/terapie/car-t/la-campagna) è nata con l’obiettivo di condividere con i pazienti informazioni e novità sulle nuove prospettive di cura rappresentate dall’immunoterapia con Car-T e anticorpi bispecifici, per le leucemie linfoblastiche e per i linfomi aggressivi. La campagna è anche occasione di confronto, per i pazienti, con gli ematologi e con le istituzioni.

I progressi della ricerca nell’ambito dell’immunoterapia sono al centro del 48° Congresso Nazionale della Società Italiana di Ematologia (SIE). I dati presentati sono motivo di grande speranza e ottimismo per i medici e per i pazienti. Le terapie cellulari con Car-T garantiscono la sopravvivenza di un’ampia percentuale di pazienti colpiti da malattie del sangue particolarmente aggressive. Soltanto due anni fa le speranze di guarigione erano assai ridotte, per le persone che sviluppavano alcune forme di linfomi e leucemie. Oggi i pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta possono contate su cure che garantiscono la remissione della malattia nella quasi totalità (98%) dei casi. La chemioterapia viene spesso messa da parte e la malattia arretra fino alla guarigione, grazie alla terapia cellulare.

La ricerca non si ferma naturalmente; anche gli studi che si focalizzano sugli anticorpi bispecifici stanno dando dei risultati eccellenti, nei casi di leucemia linfoblastica acuta. Ogni anno si registrano quasi 800 nuove diagnosi di questa malattia soltanto in Italia. E nei pazienti con beta talassemia, la terapia genica sembra essere in grado di curare senza il ricorso alle trasfusioni. Lo ha rilevato uno studio internazionale presentato al Congresso della SIE da Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità.

Attraverso l’AIL si può sostenere la ricerca scientifica in qualsiasi momento dell’anno, supportando al tempo stesso l’impegno quotidiano dei medici e dei volontari dell’Associazione al fianco dei pazienti. I risultati della ricerca sono testimoniati dai numeri, dalle percentuali di guarigione e di sopravvivenza, in continua crescita, dai nuovi obiettivi dei ricercatori, sempre più ambiziosi. Se viviamo più a lungo, se siamo in grado di fronteggiare il cancro (anche nelle sue forme più gravi), se è possibile contenere una pandemia, lo dobbiamo alla scienza. Ricordiamocelo sempre. Ricordiamoci che il futuro può essere migliore per tutti, se tutti diamo una mano alla scienza.    

CONDIVIDI: