L’impatto di una malattia ematologica è maggiore se il paziente ha difficoltà economiche

Abbiamo tante volte avuto modo di sottolineare quanto siano importanti i contesti sociali ed economici nei quali le malattie si sviluppano. Il concetto si riferisce alla qualità di vita di un determinato Paese, ma ovviamente riguarda le singole persone, i nuclei familiari.

Vuol dire che un paziente ematologico (così come accade per altre categorie di pazienti) può essere penalizzato non soltanto dalla malattia in sé, ma anche dalla sua posizione economica. 

Una ricerca Gimema condotta in collaborazione con l’ospedale etiope Tikur Anbessa di Addis Abeba, presentata al Congresso mondiale di Ematologia ASH 2022, ha rilevato in che modo le difficoltà economiche peggiorano la qualità di vita delle persone affette da leucemia mieloide cronica.

L’impatto è tanto più forte quanto più debole è il contesto economico del paziente. Nei paesi a basso reddito, chi affronta una malattia ematologica deve purtroppo fare i conti con altri fattori, che inevitabilmente influenzeranno il decorso della patologia. 

Ricerche come quella citata sono poco frequenti, mentre esistono invece innumerevoli studi analoghi che riguardano però i Paesi ad alto reddito. Ecco perché i risultati dello studio italo-etiope sono ancora più importanti. L’osservazione è stata condotta raccogliendo i problemi e i sintomi avvertiti dai pazienti etiopi, con leucemia mieloide cronica.

I dati sono stati analizzati per comprendere quale potesse essere l’impatto delle difficoltà economiche sulla malattia. 

Il dato sul quale ci soffermiamo in questa sede è quello relativo ai problemi finanziari che ostacolano le terapie o dei quali le terapie sono responsabili (per leggere una sintesi esaustiva dei risultati della ricerca si può consultare il sito Gimema).

L’89% dei pazienti, quindi la stragrande maggioranza, ha riferito problemi economici legati alle cure e dipendenti dalla propria condizione fisica.

La malattia impedisce a molte persone di lavorare, e ciò ha certamente un impatto maggiore nei Paesi dove manca un sistema di garanzie che metta in connessione lavoro e salute. 

È scontato sottolinearlo, ma la qualità di vita di un paziente economicamente svantaggiato si perde, mentre c’è la possibilità che possa tenere o addirittura migliorare, quando il paziente può contare su risorse economiche personali o aiuti da parte del welfare del proprio Paese. 

L’impatto negativo della malattia sulla qualità di vita è lo stesso, in caso di svantaggio economico, a parità di altri fattori, come la compresenza di altre malattie o l’età.

Queste ricerche sono determinanti per intervenire su questo genere di problemi. Come la pandemia ha mostrato chiaramente a tutti, la salute di una persona è legata a quella di altre persone, altri Paesi, altri continenti. 

La qualità di vita di un paziente dipende anche da noi, da quanto facciamo per sostenere chi assiste queste persone, da quanto ci impegniamo nell’alimentare la ricerca scientifica. Sosteniamo l’AIL, saremo al fianco dei pazienti ematologici e aiuteremo la ricerca a migliorare il futuro di tutti noi.   

CONDIVIDI:

Leave A Reply