Nuova ricerca su lesioni tossiche DNA nelle leucemie. Donando il 5X1000 all’AIL, donerai vita e speranza

Le cellule leucemiche presentano una serie di danni nella struttura del DNA, ma i meccanismi di riparazione del DNA alterato evitano l’apoptosi cellulare, ovvero la morte delle cellule. L’apoptosi è in realtà un processo naturale di distruzione delle cellule, che si attiva in diverse circostanze. In una unità biologica con un danno al DNA, il processo che porta alla morte di quella cellula è in realtà un meccanismo di protezione e di autocontrollo dell’organismo. Lo sviluppo del cancro è infatti legato a una mancata apoptosi delle cellule, che invece di spegnersi, si moltiplicano rapidamente. Il processo di apoptosi rappresenta quindi la morte programmata delle cellule ai fini dell’equilibrio dell’organismo. Riguarda vie del metabolismo regolate dai geni, e perché sia attivo ha bisogno di energia.

Un contributo pubblicato all’inizio di maggio sulla rivista Blood, con il titolo DNA polymerase θ protects leukemia cells from metabolically induced DNA damage, dimostra che la formaldeide generata dal metabolismo del ciclo serina/1-carbonio contribuisce all’accumulo di sostanze tossiche nel Dna delle cellule leucemiche. Soprattutto nei cloni che ospitano tirosina chinasi oncogenica (capace cioè di generare malattie onco-ematologiche).

I dettagli tecnici sono riportati nell’articolo. Le conclusioni interessano tutti i pazienti ematologici e non soltanto loro. La terapia DNA Polθ Inhibition, che è una specifica terapia anticancro, giocherebbe un ruolo fondamentale nel proteggere le cellule leucemiche da lesioni tossiche del DNA, indotte dalla formaldeide. Tale strategia potrebbe essere presa in considerazione come terapia mirata efficace.

A questi studi sovrintende da sempre l’American Society of Hematology, cioè la massima autorità statunitense nell’ambito della ricerca sulle malattie ematologiche. Le sue metodologie sono innovative, spesso premiate, e comunque riconosciute a livello mondiale. La Società organizza meeting internazionali e pubblica puntualmente i risultati delle sue sperimentazioni, così come dei convegni.

Ancora una volta, l’AIL Sezione di Taranto, guidata dalla presidente Patrizia Casarotti, intende sottolineare il grandissimo valore della ricerca e dei centri di ricerca, in Italia e nel mondo. Si tratta di realtà interconnesse che lavorano quotidianamente per individuare i meccanismi alla base dei tumori, solidi e liquidi. Per scoprire nuove molecole, nuove terapie, nuove modalità di diagnosi.

I risultati si vedono ogni giorno, nelle corsie degli ospedali. Un numero sempre maggiore di pazienti ematologici, coloro che sono assistiti dall’AIL (a Taranto anche e soprattutto a domicilio), tornano a casa con una prospettiva di vita che non credevano di avere al momento della diagnosi della malattia.

Supportare l’Associazione significa sostenere gli sforzi dei volontari e la forza di volontà dei pazienti, il cui obiettivo è la guarigione. L’altro grande obiettivo per loro e per tutti gli operatori sanitari, così come per i ricercatori, è la qualità di vita degli stessi pazienti. È importante che sia favorita la migliore qualità di vita possibile. Con il contributo di tutti noi, loro possono farcela. Noi possiamo farcela. Dona il tuo 5X1000 all’AIL, avrai donato vita e speranza. Il codice fiscale dell’Associazione, da indicare nell’apposito spazio, in sede di dichiarazione dei redditi, è il seguente: 80102390582. Grazie!

CONDIVIDI: