Piastrinopenia immune e Covid-19

Il contagio da Sars-CoV-2 sembra registrare una prima inversione di tendenza. Dopo gli ultimi difficili mesi, il numero dei positivi comincia lentamente a calare. Tuttavia, il dato sui decessi resta alto (sappiamo che è purtroppo l’ultimo valore statistico a scendere) e, come avverte l’OMS il rischio Omicron non va sottovalutato; soprattutto non ci si può abituare ai bollettini quotidiani sui decessi, come se fossero inevitabili.

L’arma di cui si dispone è il vaccino, insieme agli altri strumenti di prevenzione, ma è un’arma a metà se l’accesso alla vaccinazione è negato ai paesi che non riescono ad acquistare il farmaco anti-Covid. Quando il vaccino sarà disponibile in tutto il mondo, si potrà parlare di uscita dalla pandemia. Intanto il report della Fondazione Gimbe pone la Puglia al primo posto in Italia per copertura vaccinale (l’87,4% dei pugliesi ha ricevuto almeno una dose).

Vaccinarsi è importantissimo, per sé stessi e per la comunità intera. Le persone con patologie croniche e quelle che affrontano una malattia onco-ematologica devono rivolgersi ai medici presso i quali sono in cura per capire quando e come sottoporsi a vaccinazione. È il medico che guida sulla strada della prevenzione.  

Esistono studi specifici sugli effetti del vaccino nei soggetti che assumono determinati farmaci, così come in quelli affetti da determinate malattie. È proprio sulla base di quegli studi che si procede, per stabilire i tempi della vaccinazione. Il farmaco anti-Covid è controindicato solo in casi molto rari.

A tal proposito, è stato reso noto un aggiornamento del 20 gennaio scorso relativo a un documento firmato da Gimema, Sie e Siset sulla piastrinopenia immune (ITP) e la vaccinazione anti Sars-CoV-2. Come si legge nelle raccomandazioni, non vi sono evidenze solide sulla gestione dei casi di ITP post-vaccinale né sul comportamento da adottare in relazione alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nei pazienti con ITP già nota. Le decisioni dei medici devono necessariamente essere basate su una valutazione individuale dei casi, basandosi sui dati disponibili, sulla propria esperienza, sul giudizio clinico, e sul principio di precauzione.

È stato creato un gruppo di lavoro allo scopo di stendere questo documento di indirizzo e orientamento. Tutti gli esperti che hanno preso parte ai lavori sono giunti alla conclusione che l’ITP non costituisca di per sé una controindicazione alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2, anche in caso di conta piastrinica significativamente diminuita.

I medici valutano caso per caso l’opportunità di sottoporre questi pazienti al vaccino, considerando i dati individuali e l’andamento della pandemia e il processo decisionale dovrà essere condiviso dal paziente.

Il documento completo, del quale è stata chiesta la pubblicazione sul sito dell’AIFA, è consultabile attraverso il sito della Società Italiana di Ematologia.

La piastrinopenia immune è una rara forma di malattia autoimmune, caratterizzata dalla carenza di piastrine; colpisce adulti e bambini. In assenza di piastrine, l’organismo non ha la possibilità di riparare un danno, conseguenza per esempio di un taglio. Senza piastrine non può esserci coagulazione del sangue, questo determina emorragie difficili da fermare. Le cause della malattia sono poco chiare; bisogna considerare come fattori predisponenti anche quelli genetici.

L’AIL si occupa naturalmente anche di questi pazienti. Scegliere di supportare l’AIL significa essere loro vicini. È importante sostenere tutte le sezioni locali AIL; quella di Taranto offre assistenza domiciliare a centinaia di persone, ogni anno. Disegniamo un futuro migliore per tutti, sosteniamo l’AIL. Aiuteremo tanti pazienti e alimenteremo la ricerca scientifica.

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