Lo scorso 28 febbraio è stata celebrata la Giornata Mondiale delle Malattie Rare. Un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica e per condividere i risultati delle ultime ricerche. Importante l’accento posto dalle istituzioni pugliesi sulla necessità di far crescere la Rete Malattie Rare in Puglia. Definita una delle eccellenze della sanità regionale, la rete ha il compito di contribuire a garantire le stesse possibilità di cura a tutti i cittadini pugliesi colpiti da una patologia rara, migliorando la loro qualità della vita.
I pazienti che in Puglia sono circa 25000 (di cui seimila sono bambini) possono, tra l’altro, utilizzare il portale Malattie Rare per condividere le proprie esperienze e scambiare informazioni importanti, per esempio sulle cure. Inoltre, nel fascicolo elettronico, un ambito specifico sarà destinato a questo genere di patologie.
E intanto arrivano buone nuove, anche sul versante delle terapie che riguardano i tumori del sangue. Gli anticorpi di nuova generazione sarebbero in grado di colpire le cellule malate e, al tempo stesso, di stimolare il sistema immunitario.
Le nuove terapie individuate, grazie alla ricerca scientifica, sono destinate ai pazienti affetti da linfoma a cellule B. Il risultato si deve ai ricercatori dell’IRCCS Candiolo di Torino. Secondo lo studio del Candiolo esiste la possibilità concreta di andare a colpire e portare a guarigione anche malattie molto difficili da trattare, patologie che generalmente non rispondono alle terapie standard (trapianto e CAR-T compresi).
Questa ovviamente non è l’unica ricerca avviata presso il Candiolo, che riguarda le malattie rare. Altre sono in corso nei diversi centri sparsi in tutta l’Italia. Nell’ambito degli studi del Candiolo di Torino si sta valutando la possibilità di utilizzare l’anticorpo monoclonale anti CD-19 (sempre per i tumori del sangue a cellule B), insieme a un agente biologico e alla chemio-immunoterapia standard per far aumentare le possibilità di guarigione del linfoma. La ricerca si sta concentrando anche su nuovi biomarcatori che possano dare informazioni importanti in fase di diagnosi di queste malattie. L’anticorpo oggetto della ricerca non è ancora stato autorizzato, per l’integrazione nelle terapie, ma lo dovrebbe essere a breve.
Nel riportare notizie riguardanti i progressi della scienza, l’AIL di Taranto sottolinea l’importanza fondamentale della ricerca e di chi sostiene i ricercatori. I donatori Ail sanno bene che il loro impegno si traduce in nuovi strumenti per le cure delle malattie ematologiche e in nuove possibilità di assistenza, per i pazienti. Assistenza garantita dai volontari Ail e ricerca sempre più mirata. Anche le malattie rare possono essere curate e spesso sconfitte, grazie all’impegno di tutti noi.


