La pandemia ci ha resi, in qualche caso, migliori. Dovremmo continuare sulla strada della solidarietà mostrata nei giorni in cui ci siamo scoperti tutti più vulnerabili. Siamo migliori quando ci regaliamo gesti di solidarietà (il bene lo facciamo prima di tutto a noi stessi) e, di sicuro, miglioriamo la nostra esistenza quando scegliamo di dedicare del tempo agli altri, alle persone più fragili.
La pandemia ci ha resi, in qualche caso, migliori. Dovremmo continuare sulla strada della solidarietà mostrata nei giorni in cui ci siamo scoperti tutti più vulnerabili. Siamo migliori quando ci regaliamo gesti di solidarietà (il bene lo facciamo prima di tutto a noi stessi) e, di sicuro, miglioriamo la nostra esistenza quando scegliamo di dedicare del tempo agli altri, alle persone più fragili.
Diventare volontario AIL significa prendersi cura dei pazienti ematologici. In realtà, un volontario AIL è una persona impegnata su più livelli. Cosa fa esattamente?
Partecipa attivamente alle campagne di raccolta fondi, organizzate nelle piazze italiane e in occasione di manifestazioni di vario genere. I volontari sono quelle persone sorridenti e generose che vediamo al di là dei banchetti dell’Associazione, mentre distribuiscono Stelle di Natale, Uova di Pasqua, cioccolatini e altri oggetti solidali. Sono le stesse persone alle quali ci rivolgiamo quando abbiamo voglia di saperne di più, a proposito dell’AIL, delle malattie ematologiche, dei centri di cura e delle attività di ricerca scientifica.
I volontari sono soprattutto coloro i quali assistono con competenza, dedizione e gentilezza i pazienti ematologici. Sono al loro fianco per tutto il percorso di cura, nelle Case Alloggio AIL (dove aiutano l’ospite anche dal punto di vista psicologico), nelle corsie degli ospedali, in particolare nei reparti di Ematologia (a Taranto, presso l’ospedale S. Giuseppe Moscati), e a casa.
L’AIL di Taranto ha garantito l’assistenza domiciliare a migliaia di pazienti, in tutta la provincia jonica, negli ultimi due decenni. Negli ultimi due anni, con grande sacrificio di tutti gli operatori, ha continuato a essere accanto ai pazienti e alle loro famiglie, nonostante l’emergenza Covid e tutto quel che ha comportato. Conseguenze ovviamente ancora presenti, criticità che bisogna affrontare tutti i giorni. Eppure, quanta soddisfazione nel sapere di accompagnare verso la guarigione chi combatte una malattia del sangue, nel vedere i risultati degli sforzi, in una migliorata condizione di vita! Per il paziente preso in carico, ma anche per i suoi familiari.
Il volontario AIL diventa un punto di rifermento per tante persone. Spesso è lui (o lei) che aiuta il paziente a trovare la spinta per combattere. Affianca anche le persone (affette da una patologia del sangue) che vivono sole, le aiuta nelle attività quotidiane, anche le più semplici, ma complicate dalla malattia.
Inevitabilmente si creano dei “legami” tra pazienti e volontari. Legami che arricchiscono gli uni e gli altri. Si torna a casa consapevoli di aver lasciato in custodia, per così dire, qualcosa di importante, nelle persone incontrate e assistite, e di aver raccolto risorse preziose.
Diventare volontario AIL è un viaggio, durante il quale non si è mai soli. Se deciderai di essere una volontaria o un volontario AIL, avrai la possibilità di scoprire tante cose di te che ancora non conosci. Curare gli altri significa curare il proprio tempo. Chiedi informazioni alla segreteria della Sezione provinciale di Taranto, puoi telefonare allo 099 4523289.


