Hodgkin e terapie più efficaci negli over 65

I pazienti ultrasessantacinquenni con linfoma di Hodgkin, sottoposti a chemio con più farmaci, avrebbero un percorso di cura migliore, cioè con esiti più soddisfacenti rispetto ad altre terapie. Lo dimostra una ricerca del Tufts Medical Center di Boston (Usa), i cui risultati (pubblicati sulla rivista Jama Network Open) sono riportati in sintesi sul sito della Fondazione Gimema – Franco Mandelli onlus.

Lo studio, basato su dati reali, ha valutato la relazione tra la mortalità e il tipo di terapia ricevuta. Considerando altri rischi di decesso, oltre al linfoma di Hodgkin, i ricercatori hanno stabilito che regimi chemioterapici che contemplano più farmaci (somministrati contestualmente) determinano una migliore sopravvivenza anche nelle persone in età avanzata.

Ricordiamo che questa malattia del sangue è oggi curata con successo, nelle fasce d’età più giovani, mentre nelle persone over 65/70 i risultati della terapia sono meno buoni, ma gli studi in corso proprio sugli ultrasessantacinquenni mostrano l’esistenza di percorsi di cura che riescono a essere molto efficaci.

Le differenze rispetto ai tassi di sopravvivenza tra giovani e meno giovani, nel linfoma di Hodgkin, sono dovute a diversi fattori, in particolare l’età che, in alcune circostanze, impedirebbe la somministrazione di terapie aggressive. Lo studio del Tufts Medical Center ha preso in considerazione i registri epidemiologici nazionali, che forniscono una serie di dati sui pazienti. Nello specifico il tipo di chemioterapia somministrata e la risposta dell’organismo. Il risultato di queste prime indagini riguarderebbe i pazienti over 65 che hanno ricevuto cure molto “forti”. Nelle persone che riescono a tollerarle la malattia ha un decorso differente; migliorerebbe in questi casi anche il tasso di sopravvivenza.

Sarà possibile d’ora in avanti selezionare meglio il tipo di terapia da somministrare agli over 65 con linfoma di Hodgkin, anche grazie a ricerche come quella appena citata. Ecco perché è importante sostenere l’AIL. Per costruire un futuro migliore per tutti, con cure garantite alle diverse fasce d’età, da somministrare personalizzandole, rendendole quindi più efficaci.

La Sezione provinciale Ail di Taranto ricorda che in questo momento è ancora più semplice essere al fianco dei ricercatori e dei volontari che assistono i pazienti. Il Natale fornisce un’occasione importante per dare una mano agli altri e per offrire a tutti noi prospettive di cura migliori. Quale momento migliore di questo per ricordarsi che gli altri siamo noi?

Sosteniamo l’AIL con le Stelle di Natale e con gli altri oggetti a tema. Un piccolo contributo e un grande gesto per un domani ancora più grande. Per assicurarsi la pianta della solidarietà, da tenere in casa o da regalare, basta contattare la sede locale dell’Associazione, ai seguenti numeri 0994533289; 3286423590. In alternativa si può scrivere un’e-mail all’indirizzo ail.taranto@ail.it. Sulla pagina Facebook dell’AIL di Taranto è possibile visualizzare la vetrina virtuale con tutti i Christmas Presents targati AIL. I pazienti, i medici, i ricercatori e i volontari hanno bisogno di sostegno. Non facciamogli mancare il nostro!

Il Natale può far bene all’umore dei pazienti

Il periodo natalizio può essere, per molte persone, un momento di grande stress. Per un paziente onco-ematologico può invece rappresentare un’occasione per fare un pieno di emozioni, confrontarsi con una serie di limiti fisici e provare a superarli.

Il gran fermento che il Natale genera spinge molte persone a prendersi una pausa e a soffermarsi sul significato più profondo della ricorrenza (vale anche per i laici). Ci si concentra su quello che conta davvero. In realtà sono proprio le malattie che ci spingono in genere a soffermarci sull’essenziale, a lasciar perdere il superfluo.

C’è qualcosa che si può fare di molto importante durante il Natale e sempre, nel corso dell’anno. Prendersi cura di qualcuno. Come rilevano alcuni psicologi, chi lotta contro una malattia “impegnativa” come lo sono quelle ematologiche generalmente non ha voglia di rispondere a domande sul percorso di cura e sull’andamento della patologia. Si tratta di un argomento molto personale e quando possono, i pazienti  tendono giustamente a evadere dalle costrizioni della malattia, si allontanano con il pensiero dalla sofferenza che essa comporta. In questa stagione, molti di loro preferiscono immergersi nel clima delle feste e godere della compagnia delle persone care.

Ecco, allora, che il miglior regalo di Natale per loro diventa il tempo. Il tempo che si trascorre nella condivisione. Cucinare, dedicarsi alle decorazioni da appendere in casa, uscire per ammirare le luminarie, scegliere i regali, scrivere i biglietti augurali sono momenti da cogliere per godere del buonumore che nasce nel fare qualcosa con altre persone. Nel fare comunque qualcosa di piacevole, al di là del Natale. Se non si tratta di preparare il menu delle feste, sarà qualcos’altro. Esistono tante attività che possono aiutare a costruire un’atmosfera serena, in qualsiasi momento dell’anno. Per un paziente ematologico dedicarsi a una qualunque attività che apra una finestra di distrazione è di fondamentale importanza.

“La solitudine non favorisce la salute mentale, né quella fisica”, come si legge sul sito OHC. Diventa quindi essenziale “fare uno sforzo concertato per coinvolgere il paziente nella pianificazione di eventi, feste o tempo da passare in piacevole compagnia”.

Il ruolo dell’AIL è anche questo. I volontari della Sezione provinciale di Taranto si prendono cura delle persone che assistono, anche a livello psicologico. Curano la sfera delle emozioni, e non solo. Le attenzioni che rivolgono ai pazienti e alle loro famiglie non rappresentano esclusivamente un aiuto tecnico/medico. Sono un supporto costante per l’umore dei pazienti e dei loro cari.

Essere accanto a una persona che soffre significa tante cose. Significa impegnarsi, ma senza sforzi, quasi naturalmente, in un complesso di azioni, piccole e grandi, che possano aiutare quella persona ad affrontare tutte le fasi della malattia, per uscirne il prima possibile, per avere una migliore qualità della vita, durante la malattia.

Cosa possono fare invece i donatori? Sostenere le attività dell’AIL, a Natale e durante l’anno. In questo momento si può farlo scegliendo di dare un piccolo contributo in cambio di una Stella AIL. Le piante della solidarietà sono tra l’altro un ottimo veicolo di buonumore. Così come gli altri oggetti che l’Associazione propone per arricchire lo spirito del Natale. Un oggetto AIL aiuta i pazienti, alimenta la ricerca scientifica e fa bene al cuore. Ricordiamocelo sempre! Insieme si può battere qualsiasi patologia si può costruire un futuro migliore per tutti.

Per informazioni sulle Stelle di Natale, visitare la pagina Facebook dell’AIL – Sezione provinciale di Taranto.  

Natale con scienza e solidarietà

Il periodo natalizio offre l’occasione di incontrare parenti e amici, soprattutto quelli lontani. Quest’anno torniamo a festeggiare, con le dovute precauzioni e, come raccomandano i virologi, condividiamo la tavola possibilmente solo con persone vaccinate. Quest’anno l’AIL è tornata in piazza con le Stelle di Natale, le tradizionali piante della solidarietà attraverso le quali è possibile sostenere la ricerca scientifica. Non solo: assicurandosi una stella o un altro oggetto natalizio, tra quelli messi a disposizione dalla Sezione provinciale Ail di Taranto, si offre sostegno ai volontari dell’Associazione. In particolare, si supporta l’impegno del team di medici, psicologi e assistenti che si recano nelle case dei pazienti ematologici, per accompagnarli lungo il percorso della cura.

Sulla locandina pubblicata sulla nostra pagina Facebook si può dare un’occhiata alla vetrina degli oggetti solidali, sceglierne qualcuno e prenotarlo in qualsiasi momento, attraverso i riferimenti indicati. I regali della solidarietà vi aspettano presso la sede dell’AIL di Taranto, in via Palmiro Togliatti, 23 – tel. 099 4533289. Facciamo in modo di trascorrere un Natale migliore di quello del 2020, mettiamoci in sicurezza con il vaccino anti Covid e contribuiremo a far star meglio anche chi lotta già contro una patologia.

I malati ematologici, come altre categorie di pazienti, hanno pagato a caro prezzo le conseguenze dell’affollamento dei reparti ospedalieri. Molti i controlli saltati, le diagnosi mancate e diverse le terapie seguite con grande disagio, anche del personale medico.

Pensiamo al nostro bene e al bene della collettività. Possiamo farlo, scegliendo di vaccinarci e sostenendo l’Ail con un contributo di solidarietà, anche minimo. Scegliere di regalare oggetti targati Ail significa fare un triplo dono: a sé stessi, ai destinatari del regalo e ai pazienti ematologici.

L’Ail Sezione di Taranto coglie l’occasione per ricordare a tutti che negli ultimi mesi sono cresciute sfortunatamente le truffe, proprio ai danni delle persone affette da malattie. Proprio nelle ultime ore i Carabinieri per la Tutela della Salute hanno oscurato una trentina di siti, collocati su server esteri, che vendevano o pubblicizzavano vari farmaci contro il Covid.

Come in altre occasioni, anche in questa, i Nas hanno invitato i cittadini a diffidare delle offerte on line di medicinali non autorizzati o di provenienza incerta. C’è un logo che identifica i siti attendibili, un logo che rimanda al sito del Ministero della Salute. In assenza di quel simbolo, è bene chiudere immediatamente il sito. In ogni caso, per quel che riguarda il virus Sars-CoV-2, come anche per quel che attiene a tutte le altre patologie (incluse quelle ematologiche), il consiglio è sempre quello di rivolgersi ai medici.

Affidarsi alla scienza, per i pazienti ematologici (come per tutti gli altri), significa avere a disposizione cure sempre più efficaci, mirate, frutto della ricerca e di protocolli di applicazione approvati dagli enti regolatori, nazionali e sovranazionali. Dai una mano alla scienza, a Natale e ogni giorno dell’anno alimenta la ricerca scientifica! È l’unico modo per garantire a tutti un futuro migliore, per avere un numero sempre maggiore di persone che guariscono, anche dalle malattie più gravi. L’esperienza dell’AIL, l’esperienza delle equipe mediche, i risultati raggiunti finora lo dimostrano.