Con acalabrutinib (rimborsabile) la vita dei pazienti migliora

Approvata dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) la rimborsabilità della terapia con acalabrutinib, principio attivo destinato ai pazienti con leucemia linfatica cronica.

La malattia per la quale ogni anno in Italia si registrano circa 3400 nuovi casi è caratterizzata da un accumulo di linfociti B nel sangue periferico, nel midollo osseo e negli organi linfatici.

Tra i sintomi che il paziente può avvertire: la stanchezza, la febbricola, la perdita di peso e l’ingrossamento dei linfonodi. 

Negli ultimi anni le terapie per questo tipo di pazienti si sono evolute. Attualmente l’impiego di farmaci con acalabrutinib serve a controllare la malattia a lungo termine e a migliorare la vita del paziente. Studi internazionali hanno messo in evidenza l’elevata tollerabilità e l’efficacia dell’antineoplastico. L’Aifa ha deciso di rendere il farmaco rimborsabile dal Sistema Sanitario Nazionale dopo aver analizzato i risultati degli studi clinici.

A 4 anni dallo studio di fase III Elevate Tn, al quale hanno partecipato 535 pazienti di nuova diagnosi, i dati hanno dimostrato come il trattamento con il farmaco abbia ridotto di oltre l’80% il rischio di progressione della malattia o di morte rispetto alla chemio-immunoterapia standard. Inoltre, nello studio registrativo di fase III ASCEND, condotto su 310 pazienti con leucemia linfatica cronica recidivata o refrattaria, acalabrutinib ha ridotto il rischio di progressione della malattia o morte del 69% rispetto al braccio di controllo.

Spesso la leucemia linfatica cronica colpisce soggetti in età avanzata, con altre patologie.

L’obiettivo delle terapie a base di acalabrutinib è il miglioramento della condizione dei pazienti, soprattutto di coloro i quali sono costretti a convivere con questa e altre patologie.

I dati raccolti dimostrano che la qualità della loro vita migliora, e ciò vale per tutti i sottogruppi di pazienti, compresi quelli con specificità genetiche non esattamente favorevoli. 

Il trattamento della leucemia linfatica cronica viene in questo modo rivoluzionato, crescono le possibilità di sopravvivenza anche per i pazienti che in precedenza avevano risposto meno bene ad altre terapie. La leucemia linfatica cronica è una patologia eterogenea, può presentarsi in modo differente nei diversi soggetti che ne sono colpiti (può essere a lungo asintomatica) e avere una progressione che varia da paziente a paziente. 

Aiutare la ricerca scientifica consente di scoprire strade terapeutiche sempre più efficaci e con effetti collaterali via via meno pesanti.

Si può aiutare la ricerca sostenendo l’AIL. In questo periodo dell’anno essere accanto ai volontari dell’Associazione e con i pazienti è ancora più semplice.

Le Stelle di Natale Ail sono disponibili, ancora per diversi giorni, basta un piccolo contributo per averle. C’è sempre tempo per fare del bene.

Ricordiamocelo. E ricordiamoci che sostenere la ricerca significa aiutare gli altri e costruire un futuro migliore, con cure sempre più efficaci, per tutti.  

L’Ail ha bisogno di medici e infermieri

Il Natale offre spesso l’opportunità di lanciare grandi campagne di raccolta fondi. Si richiama l’attenzione dell’opinione pubblica sull’importanza della ricerca scientifica e sul ruolo delle associazioni che, come l’AIL (nelle sue diverse sezioni, in tutto il territorio nazionale), si occupano quotidianamente dei pazienti. La Sezione AIL di Taranto ringrazia tutti coloro i quali, in questi giorni, stanno esprimendo vicinanza ai volontari dell’Associazione e ai pazienti ematologici. Lo stanno facendo scegliendo di regalare o di abbellire la casa con le Stelle Ail, piante meravigliose che significano tanto per i pazienti e per i loro familiari. Il beneficio che ciascuno di loro riceve, attraverso i contributi versati per le Stelle di Natale e per gli altri oggetti legati alla stagione, è grande.

Ma in questi giorni l’AIL di Taranto rivolge un ulteriore appello alla solidarietà. L’Associazione ha urgente bisogno di medici e infermieri volontari che possano nutrire il team di persone che assistono i pazienti ematologici, in particolare coloro i quali necessitano di cure domiciliari.

L’AIL di Taranto, guidata dalla presidente Patrizia Casarotti, può già contare su un bel numero di volontari, persone che dedicano il loro tempo e le loro energie alla cura di chi affronta una patologia ematologica. Tuttavia, le richieste di aiuto, da parte dei pazienti, sono cresciute negli ultimi mesi e sono in aumento, anche a causa delle nuove esigenze contestuali alla diffusione del Covid.

Sono queste le ragioni che spingono l’AIL di Taranto a chiedere a tutti voi una mano, perché il team di professionisti al fianco dei pazienti possa allargarsi. C’è bisogno del sostegno prezioso di medici e infermieri preparati. L’Associazione rinnova l’appello già partito dal suo profilo Facebook e chiede a chi può di rendersi disponibile quanto prima a collaborare con gli altri volontari AIL. I numeri ai quali rivolgersi sono i seguenti: 0994533289; 3286423590.

Centinaia di persone attendono di essere seguite, persone che non possono lasciare la dimensione casalinga per raggiungere l’ospedale, persone alle quali sono state prescritte delle terapie; pazienti che hanno bisogno di calore, non solo di un aiuto tecnico. Anche le loro famiglie hanno bisogno di essere affiancate e supportate nella circostanza complessa che si trovano a vivere.

Un altro appello ancora, alla generosità di chi legge, riguarda la donazione del sangue. Prima di andare in vacanza, non dimentichiamo di donare il sangue. Basta rivolgersi al centro trasfusionale più vicino (l’elenco è sul sito dell’Asl di Taranto: https://www.sanita.puglia.it/web/asl-taranto/centri-donazione-sangue). Si tratta di un gesto preziosissimo che salva tante vite umane.

Infine, ricordando che le piante della solidarietà (le Stelle), il cioccolato Ail e gli altri oggetti a tema natalizio sono disponibili per tutto il periodo delle vacanze (per averli basta chiamare in sede o scrivere all’Associazione; i riferimenti sono sul sito e sulla pagina Facebook), la Sezione provinciale di Taranto rinnova a tutti gli auguri per un Natale in sicurezza (con riferimento alla diffusione del virus), sereno e solidale.  

Addio al professor Michele Baccarani

La Sezione Provinciale Ail di Taranto esprime cordoglio per la scomparsa del professor Michele Baccarani, ex allievo del compianto professor Tura, specializzato nella cura della leucemia mieloide cronica. Nel 2000, da Tura, aveva ereditato la direzione dell’Istituto di Ematologia e scienze oncologiche Sèragnoli del Sant’Orsola di Bologna, lasciata nel 2012, per andare in pensione. Nel 2014, come presidente del Comitato scientifico del Ministero della Salute, aveva bocciato il metodo Stamina.

Baccarani è stato un medico e un ricercatore appassionato; ha dedicato la sua attività allo studio e alla cura della leucemia mieloide cronica, patologia rara del sangue che colpisce ogni anno 1-2 persone ogni centomila abitanti. In Italia, quindi, ogni anno vengono effettuate 1200-1500 nuove.

Si tratta della malattia per cui sono state sviluppate, prima che per altre patologie, terapie mirate e dagli effetti collaterali più contenuti. Negli ultimi anni il trattamento della leucemia mieloide cronica è molto cambiato, sono state introdotte nuove prospettive di cura e le percentuali di guarigione sono cresciute notevolmente.

«Quando ho cominciato a studiarla – raccontava il professor Baccarani – il 50% dei pazienti moriva in tre anni e il 95% in dieci, oggi a 10 anni il 90% vive e sta bene».

Finanziare la ricerca scientifica significa nutrire gli studi di professionisti come il professor Michele Baccarani, significa fare grandi passi in avanti nella cura di tutte le malattie onco-ematologiche.

Nel ringraziare e rendere omaggio al professor Baccarani, per il lavoro svolto e per la sua umanità, l’AIL di Taranto invita ancora una volta tutti i donatori a rinnovare il loro impegno accanto all’Associazione, contro le patologie ematologiche. Finanziare la ricerca vuol dire non essere mai soli e, soprattutto, non lasciare mai sole le persone che lottano contro le malattie del sangue. Alimentare la ricerca significa far parte della grande famiglia di persone che credono nel valore della solidarietà, che guardano avanti, verso orizzonti più rosei, dove una diagnosi non sia una condanna.

È già così, grazie al lavoro di medici e scienziati, grazie all’impegno dell’AIL, che a Taranto assiste tantissimi pazienti a domicilio, del tutto gratuitamente, e garantisce un’informazione costante sugli argomenti legati all’Ematologia. Chi non ha mai donato, non aspetti ancora. Colga l’occasione del Natale, per dare un piccolo contributo, un sostegno a tutte le attività dell’Associazione. Un sostegno al futuro di tutti noi, perché un sempre maggior numero di malattie possa essere curato con successo. Grazie a tutte e a tutti!