Le Uova di Pasqua Ail compiono 30 anni

Manca poco più di un mese alla Pasqua. Si avvicina dunque l’appuntamento con le Uova di Cioccolato Ail. Un’occasione speciale per regalare del buon cioccolato a chi si ama e, al tempo stesso, per essere accanto a chi ha bisogno di cure e dolcezza. Un uovo Ail è la via per sostenere i pazienti ematologici e la ricerca scientifica. Quindi in realtà rappresenta non due ma tre possibilità, accanto a quella di far felice un figlio, un’amica, un genitore, una sorella, uno zio (le persone del cuore, chiunque siano), donando del cioccolato.

Sapevate che il fondente fa benissimo alla salute? Innanzitutto, è in grado di favorire la produzione di serotonina, il neurotrasmettitore del buon umore. Ha un effetto immunomodulante, intervenendo anche sull’attività del sistema immunitario, quindi regolandola.

Il cioccolato fondente è un alimento antinfiammatorio. Se assunto regolarmente, senza eccedere (non più di 30-40 grammi al giorno) ha effetti positivi anche sul sistema cardiovascolare, perché ricco di sostanze antiossidanti. Contribuisce alla regolazione della flora intestinale, quindi alla composizione di un microbioma sano. Riduce la pressione arteriosa e potrebbe persino far bene ai denti (contiene infatti batteri in grado di contrastare i microrganismi dannosi). Più è alta la percentuale di cacao nel cioccolato, meglio è.

Le quantità di cioccolato da assumere quotidianamente sono da considerarsi indicative, variano a seconda delle condizioni di salute, e di altri fattori, da persona a persona.

Il cioccolato comunque viene impiegato in moltissime preparazioni ed è senz’altro un ingrediente principe dei dolci che si preparano durante le feste. E se non c’è Pasqua senza uova di cioccolato, non c’è Pasqua migliore di quella accompagnata dalle Uova Ail.

Un regalo da fare a sé stessi, alla famiglia, ai pazienti ematologici e alla ricerca scientifica. Prepariamoci dunque ad assicurarci, anche quest’anno, un uovo Ail (fondente o al latte). Ogni uovo custodisce un sogno e ciascuno di noi può fare in modo che quel sogno si realizzi. Sette pazienti su dieci guariscono grazie ai nostri contributi, anche attraverso le uova di cioccolato.

Quest’anno si celebrano i trent’anni di questa iniziativa dell’Associazione, la 30esima edizione delle Uova di Pasqua Ail, per ricordare che l’impegno per i pazienti ematologici e per le famiglie non invecchia mai.

Annotiamo le seguenti date: 24, 25 e 26 marzo. In quei giorni, i volontari Ail saranno presenti in oltre 4500 piazze italiane. Con un contributo di 12 euro si può fare qualcosa di straordinario contro leucemie, linfomi e mieloma. L’elenco delle piazze sarà on line il 21 marzo. Per sapere sin d’ora dove recarsi (a Taranto e in provincia) e in quali altri modi sia possibile avere le Uova Ail, si può chiamare la Sezione di Taranto al 328 642 3590. L’indirizzo della sede Ail locale è il seguente: via Palmiro Togliatti, 23 – 74123 Taranto (Paolo VI).

Il mieloma multiplo e l’importanza della terapia del dolore

Qualche tempo fa, il pianista e compositore Giovanni Allevi ha scritto su Twitter che il mieloma multiplo è una malattia dal nome dolce, ma non per questo meno insidiosa. È in effetti una patologia del sangue che può essere molto dolorosa. I pazienti con mieloma multiplo devono spesso affrontare delle sofferenze dovute alla frattura delle ossa e al danneggiamento di altri tessuti. Ciò avviene perché a essere colpite sono le plasmacellule, importanti per il sistema immunitario di ciascuno di noi. La trasformazione delle plasmacellule mielomatose in cellule tumorali favorisce la produzione di quantità abnormi di un’immunoglobulina. La proliferazione incontrollata delle plasmacellule (che invadono l’osso) e l’eccesso dell’immunoglobulina causano danni ai tessuti, agli organi e agli elementi del sangue.

La malattia colpisce generalmente le persone over 50. Per loro, la terapia del dolore è importantissima, come supporto durante le cure. Non esistono screening per questo genere di patologia; normalmente il paziente si accorge di avere dei problemi proprio nel momento in cui avverte dolore e quando quel dolore è persistente.

Tra i sintomi del mieloma multiplo, oltre alla sofferenza delle ossa: l’anemia, la vulnerabilità alle infezioni, l’eccesso di calcio nel sangue, l’insufficienza renale e diverse alterazioni neurologiche.

Per la terapia del dolore, si ricorre quasi sempre ai farmaci oppioidi, ai quali possono essere associati medicinali a base di cortisone e altre molecole. Ai dolori della malattia possono aggiungersi gli effetti collaterali dei trattamenti chemioterapici, per esempio le neuropatie.

Si può avere difficoltà a muovere le mani, a camminare, se si è affetti da questa malattia. I dolori dovuti alle neuropatie correlate al mieloma sono, tuttavia, di natura diversa rispetto a quelli ossei. A sottolineare questo aspetto è Flaminia Coluzzi, Docente e Responsabile del Centro Terapia del Dolore Onco-Ematologia, presso l’Ospedale Sant’Andrea di Roma.

I pazienti con lesioni al sistema nervoso lamentano formicolii, punture di spillo, scosse elettriche, anche se non c’è nella realtà alcuno di questi stimoli. Hanno difficoltà nei movimenti fini, come allacciarsi le scarpe, abbottonarsi una camicia o maneggiare i soldi. Quello che è importante sottolineare è che si tratta di un dolore “patologico”, che si accompagna a modificazioni funzionali e strutturali del sistema nervoso centrale, alimentate dal rilascio di citochine infiammatorie che portano alla neuro-infiammazione e facilitano la trasmissione del dolore (Tutte le informazioni sulla terapia del dolore fornite dalla professoressa Coluzzi sono consultabili sul sito Ansa).

Alleviare il dolore che la malattia e le terapie comportano è possibile e doveroso, per la medicina. Si utilizzano analgesici e medicinali in grado di inibire alcuni neurotrasmettitori e composti che regolano le cellule pro-infiammatorie.  

L’AIL svolge un ruolo fondamentale anche nell’assistenza che offre ai pazienti che necessitano di terapie per alleviare il dolore, accanto alle cure e ai percorsi di mantenimento. Una migliore qualità della vita è possibile per tutti i pazienti onco-ematologici. Aiutiamo l’Associazione ad assisterli. Sosteniamo l’Ail, favoriremo l’assistenza dei pazienti e la ricerca scientifica.

Nuove speranze per i pazienti anziani con linfoma ed epatite C

Il British Journal of Haematology ha pubblicato un’importante ricerca italiana sul linfoma associato all’epatite di tipo C. La rivista scientifica si occupa di malattie del sangue, proponendo una selezione di argomenti relativi alle patologie del sangue, curata da medici e scienziati attivi nell’ambito.

La ricerca di recente pubblicazione è frutto del lavoro di un team di professionisti che hanno lavorato sotto la guida di Annalisa Arcari, medico piacentino con un rilevante incarico all’interno dell’Unità Operativa di Ematologia e del Centro Trapianto Cellule Staminali dell’Ausl di Piacenza, diretto da Daniele Vallisa.

Il gruppo che ha portato avanti questa ricerca afferisce alla Fondazione Italiana Linfomi onlus. Arcari e i suoi colleghi hanno convogliato le energie nello studio dei linfomi che colpiscono pazienti over 65, con epatite C. Nel 2005 il dottor Vallisa aveva pubblicato uno studio sullo stesso tema.  

La ricerca ha posto a confronto due gruppi di persone: i pazienti con un’età pari o superiore a 65 anni, affetti da epatite C e con un linfoma e persone con linfoma non positive al virus C. Sotto la lente dei ricercatori, le caratteristiche cliniche e biologiche delle persone appartenenti al primo gruppo. I dati raccolti hanno consentito di trarre delle conclusioni circa le terapie da somministrare ai pazienti anziani con linfoma ed epatite C.

I trattamenti immuno-chemioterapici sono, secondo la ricerca, adatti anche alla categoria di pazienti oggetto dello studio. Questo genere di terapia non presenta effetti tossici importanti. Inoltre, è stato dimostrato che l’impiego dei nuovi farmaci antivirali, durante o nella fase successiva alla chemioterapia, ha permesso di battere il virus nella totalità dei casi. Con una terapia che si avvale di questi medicinali, il paziente affetto da linfoma può contare su una migliore qualità di vita e una prognosi più favorevole.

Lo studio si intitola “Biological features and outcome of diffuse large B-cell lymphoma associated with hepatitis C virus in elderly patients: Results of the prospective ‘Elderly Project’ by the Fondazione Italiana Linfomi”. Il team di ricercatori si è avvalso della collaborazione di Valentina Tabanelli, patologa dell’Istituto Europeo di Oncologia, e di Michele Spina del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (Fonte: PiacenzaSera.it).

Ancora una volta, l’Ail Sezione di Taranto è lieta di poter diffondere una buona notizia. I pazienti (e non solo loro) informati sono maggiormente consapevoli del percorso eventualmente da affrontare; quindi pronti a investire tutte le energie per sconfiggere la malattia. Aggiornamenti sulla ricerca sono doverosi, oltretutto: le nuove scoperte hanno riflessi positivi sull’umore dei pazienti, rappresentano speranze importanti per tutti noi e testimoniano il grande valore della ricerca scientifica. Ricordiamoci di sostenerla, attraverso il supporto all’Ail. Ogni giorno un gran numero di persone si salva grazie alla ricerca. Sosteniamola sempre!