Partecipa alla ricerca Gatekeeper per la salute di tutti

La parola prevenzione associata alla medicina rimanda immediatamente al complesso degli esami di controllo cui è bene sottoporsi periodicamente, per avere la possibilità di cogliere eventuali disturbi e malattie sul nascere. Oggi si fa prevenzione anche attraverso l’uso delle moderne tecnologie. Fioriscono app e siti messi a punto per garantire la facilità di comunicazione tra pazienti/cittadini e medici e per agevolare il lavoro dei ricercatori scientifici.

L’obiettivo dell’impiego dei nuovi strumenti tecnologici nell’ambito sanitario riguarda non solo le diagnosi, che possono essere sempre più tempestive, ma anche l’approccio dei sanitari al paziente, che diventa sempre più “empatico”.

Nasce con questi ed altri obiettivi la piattaforma Gatekeeper, cioè uno dei progetti più importanti del programma europeo Horizon 2020. Taranto è parte di questo progetto, con le provincie di Lecce e BAT. Il target della piattaforma è la salute dei cittadini con un’età superiore ai 55 anni.

Gatekeeper intende raccogliere informazioni sui reali bisogni di quella fascia di popolazione e porre tali bisogni in relazione con le attività del Sistema Sanitario Nazionale. I punti cardine di questo progetto sono i seguenti: una diagnosi più rapida, l’accesso veloce ai trattamenti e la gestione ottimale della patologia lungo l’intero percorso del paziente. Risultati che si ottengono se viene offerta ai cittadini la possibilità di dialogare costantemente con le Asl, ma anche con tutti gli altri soggetti coinvolti nel processo di cura, imprenditori e comunità locale compresi.

Per il momento si tratta di uno studio, una sorta di ricerca che viene avviata, con il contributo fondamentale degli stessi cittadini over 55. Per manifestare la propria disponibilità a partecipare, bisogna avere superato i 55 anni e non avere patologie conclamate. Sul sito gatekeeper.puglia.it è possibile reperire i dettagli dell’operazione e compilare una scheda di adesione al progetto.

In questo modo si dà il proprio contributo a una ricerca che porterà alla creazione di soluzioni tecnologiche in grado di migliorare le attività sanitarie, tra le quali le relazioni con il paziente hanno un ruolo rilevante. Si gettano le basi perché la popolazione (la cui età media cresce) possa conservare la salute il più a lungo possibile e avere una buona qualità della vita. Quel che un po’ tutti vogliamo, da sempre, è proprio una sanità pubblica più pronta e più vicina al cittadino. Il programma europeo è attivo, con Gatekeeper, in Spagna, Germania, Italia, Gran Bretagna, Polonia, Cipro e in Grecia. Per informazioni di dettaglio si può visitare il sito dell’Asl di Taranto, alla seguente pagina: https://www.sanita.puglia.it/web/asl-taranto/news-in-primo-piano_det/-/journal_content/56/36057/gatekeepers-stili-di-vita-e-promozione-della-salute-negli-over-55.

L’AIL di Taranto promuove intanto la qualità della vita dei pazienti ematologici che i suoi volontari assistono quotidianamente. Siamo vicini alla Pasqua, occasione importante anche per essere solidali nei confronti di chi combatte una malattia del sangue. A Taranto e nella sua provincia si tratta di centinaia di persone, con le loro famiglie. Molti di questi pazienti sono curati a domicilio, dall’equipe multidisciplinare dell’AIL. Un impegno possibile grazie alle donazioni. Le uova di Pasqua AIL rappresentano la possibilità, per il team dell’Associazione, di assistere gratuitamente moltissime persone. A Pasqua regaliamoci e regaliamo le uova di cioccolato AIL! Per averle direttamente a casa, basta contattare un semplice numero di telefono. Sul sito e sulla pagina Facebook sono stati pubblicati tutti i riferimenti per avere le uova AIL e fare un gesto di grande generosità.

Allarme donazioni sangue in netto calo

I pazienti ematologici hanno spesso bisogno, come tanti altri pazienti, di trasfusioni di sangue o di plasmaderivati. I dati sul primo bimestre del 2022 sono allarmanti, evidenziano infatti un calo delle donazioni pari al 10%. In altre parole, rispetto allo stesso periodo del 2021, i centri trasfusionali hanno raccolto il 10% in meno di sangue e suoi derivati (soprattutto immunoglobuline).

Come il termine suggerisce, gli emoderivati sono farmaci prodotti utilizzando il sangue o il plasma umano, oppure sono impiegati per uso trasfusionale. Le immunoglobuline, cioè i prodotti maggiormente carenti, in questo momento, sono ottenute dalla lavorazione del plasma raccolto con le donazioni. Si somministrano per via endovenosa e vengono utilizzate nella terapia di diverse patologie. Tra queste anche il tetano e l’epatite virale, in fase di profilassi.

Rispetto alle malattie ematologiche, le immunoglobuline sono utilizzate nei casi di leucemia linfatica cronica, nell’emofilia, nelle persone che si sono sottoposte a trapianto di midollo osseo e in diverse altre circostanze.  

Sappiamo che per molte persone le trasfusioni rappresentano una terapia salvavita. Dunque, tornare a donare il sangue è essenziale, considerando anche il fatto che ci si avvia verso la stagione estiva, periodo durante il quale notoriamente le donazioni diminuiscono ancora.

Le associazioni che chiedono attenzione sul problema della carenza delle donazioni di sangue sono l’Associazione Immunodeficienze Primitive, la Fondazione Italiana “Leonardo Giambrone” per la Guarigione dalla Thalassemia e l’Associazione italiana dei pazienti di neuropatie disimmuni.

Anche l’AIL di Taranto sottolinea, come sempre, l’importanza del gesto semplice della donazione. Si tratta di un gesto di generosità che non costa nulla e può salvare molte vite umane.

Siamo anche vicini alla Pasqua e la Sezione locale di Taranto ricorda, ancora una volta, che è possibile contribuire alle attività dell’AIL di Taranto, nel sostegno (in tutte le sue forme) ai pazienti ematologici di tutta la provincia, regalandosi o decidendo di regalare un uovo di cioccolato AIL. In attesa del consueto incontro con i volontari locali, nei giorni 1-2 e 3 aprile, si può contattare l’Ail per farsi recapitare direttamente a casa l’Uovo della Solidarietà.

Un prezioso dono di cioccolato che racchiude, oltre alla classica sorpresa, il sogno di guarire, comune a tanti pazienti. Non solo, l’uovo AIL è anche il simbolo del lavoro dei ricercatori, impegnati senza sosta nella costruzione di soluzioni terapeutiche sempre più mirate. L’obiettivo è rendere le patologie ematologiche più fragili e i pazienti più forti, in grado cioè di sconfiggere le malattie, anche quelle che fanno più paura.

Chiama l’AIL di Taranto, per avere il tuo uovo di Pasqua. Contatta l’Associazione al numero 099 4533289 (in alternativa si può chiamare il 328 642359). Puoi ordinare l’Uovo anche scrivendo all’indirizzo ail.taranto@ail.it. Doniamo doniamo doniamo!

Monoclonali per pazienti fragili senza vaccino Covid

La curva dei contagi Covid è ancora in crescita e la Puglia è la regione dove, nella settimana dal 16 al 22 marzo, si è registrata una crescita record. Secondo la Fondazione Gimbe i contagi sono aumentati del 51,6%, rispetto alla settimana precedente. La media nazionale invece ha segnato un incremento pari al 32,2%. Lecce è la città con il maggior numero di casi. Ma le terapie intensive restano, in tutta la regione, sotto la soglia di saturazione.

Occorre continuare a fare attenzione. È necessario non abbandonare le misure di prevenzione, come le mascherine, ed è importantissimo sottoporsi al vaccino. Per ora la quarta dose resta indicata per le persone immunodepresse, non per gli over 70.

Per i soggetti fragili si stanno adottando anche altri approcci, oltre alla somministrazione del vaccino. Qualche giorno fa, presso la Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale di Perugia, i pazienti fragili hanno ricevuto il primo trattamento con l’anticorpo monoclonale Evusheld. I pazienti cui è stato somministrato il farmaco, in day hospital, sono tre e sono seguiti dal reparto di Ematologia dell’ospedale di Perugia. Non si tratta di persone positive al virus Sars-CoV-2, ma di pazienti molto fragili.

In caso di contatto con il virus avrebbero molte probabilità di sviluppare i sintomi più gravi della Covid. La somministrazione dell’anticorpo monoclonale è stata quindi decisa in via preventiva. Questi pazienti, hanno spiegato i responsabili del reparto cui fanno riferimento, hanno difese immunitarie molto ridotte, per via delle terapie che seguono. Sempre a causa di quelle terapie non hanno potuto sottoporsi a vaccino anti-Covid. Questi anticorpi monoclonali possono essere somministrati anche a pazienti che hanno assunto il vaccino anti-Covid, ma non hanno sviluppato una risposta anticorpale. Si tratta sempre di soggetti molto fragili, con sistema immunitario compromesso.

Evusheld unisce in realtà due tipi di anticorpi monoclonali, una somministrazione che garantisce una protezione contro la Covid piuttosto duratura, fino a un anno dalla iniezione intramuscolare. L’opportunità della prescrizione del farmaco viene valutata dai medici che seguono i pazienti ematologici (e non) molto fragili.

Queste prime somministrazioni dell’anticorpo monoclonale dimostrano come sia cresciuto il numero degli strumenti che i medici hanno a disposizione per prevenire la Covid. Il vaccino a ciclo completo, con tre dosi, resta la strada maestra da seguire per evitare le complicanze della malattia. Ma per i casi particolari, che richiedono approcci diversi, le risposte della scienza non mancano.

L’AIL di Taranto conosce bene le problematiche dei pazienti molto fragili. I suoi volontari seguono quotidianamente i pazienti ematologici, presso le loro abitazioni, e con loro affrontano il percorso di cura, le terapie e i dubbi legati anche alla situazione epidemiologica, rispetto al virus Sars-Cov-2.

L’importante è affidarsi ai medici, alla ricerca. I ricercatori studiano perché la qualità della vita dei pazienti ematologici possa migliorare, e perché possa crescere ancora il numero delle guarigioni, già molto alto. Oggi 7 pazienti su 10 guariscono. Lo si deve alla scienza e a chi dona, per alimentare il lavoro dei ricercatori. Sosteniamo l’AIL; le persone che guariscono da una malattia ematologica saranno sempre di più, grazie a tutti noi.